L’importanza della simulazione come metodo di apprendimento

Tutti Ottobre 1, 2019

In scena alcuni studenti in Medicina che si sono allenati sulla prima “robot-paziente”, illustrando patologie e simulazioni di interventi che riguardano la sfera femminile.

È quanto avvenuto il 15 settembre scorso alla Triennale di Milano in occasione della sesta edizione de “Il tempo delle donne”, la festa-festival del Corriere della Sera, caratterizzata da incontri, momenti accademici, ospiti, musica e performance, per mettere in evidenza la specificità della salute femminile.

 

La partecipazione del’IRCCS 鶹ýAV߿ e di 鶹ýAV߿ University

Durante ’evento sono state illustrate le nuove frontiere della Medicina di genere anche da parte di autorevoli professionisti che operano in 鶹ýAV߿, quali Stefania Brusa, anestesista presso ’IRCCS, Maurizio Cecconi, direttore Anestesia e Terapia intensiva al’IRCCS e docente di 鶹ýAV߿ University, Carlo Francesco Selmi, responsabile di Reumatologia e Immunologia clinica presso ’IRCCS.

 

La simulazione di 鶹ýAV߿ University

In occasione della manifestazione “Il tempo delle donne”, 鶹ýAV߿ University ha presentato una simulazione di un caso clinico dal titolo “Crisi ipertensiva in una donna in gravidanza”, organizzato dalla dottoressa Brusa in collaborazione con il professor Cecconi.

Tra i partecipanti vi erano anche tre studentesse del sesto anno di Medicina di 鶹ýAV߿ University, Caterina, Elisa e Arianna.

Le tre ragazze hanno accolto con entusiasmo la proposta della dottoressa Brusa di partecipare attivamente alla simulazione di un caso clinico, ritenendolo molto utile come strumento di apprendimento e di crescita umana e professionale.

 

La testimonianza delle studentesse

Le ragazze non sono state delle mere spettatrici della simulazione ma hanno offerto un contributo personale e concreto alla realizzazione del progetto, soprattutto per quanto riguarda ’aspetto comunicativo e della trasmissione delle emozioni.

“Ritengo che la simulazione, di cui ho già fatto esperienza durante il mio percorso di studi, rappresenti un vero e proprio metodo di apprendimento sia dal punto di vista tecnico sia emotivo”, afferma Caterina. E aggiunge: “Essa ti insegna a saper gestire la tensione e a comunicare con le persone a cui devi fare riferimento quando, nella realtà ospedaliera, ti trovi a dover affrontare una situazione critica, come un’urgenza, o sei sotto pressione, perché devi prendere velocemente delle decisioni”.

Per Elisa, invece, ’esperienza è arrivata nel momento giusto, essendo coincisa con ’inizio del suo tirocinio in Ginecologia e Ostetricia. “L’aspetto che più mi ha coinvolto e formato è stato quello di imparare a sviluppare un lavoro di gruppo e un metodo di comunicazione efficace nei confronti dei colleghi e del paziente. Ho capito ’importanza di saper lavorare in squadra, di riuscire a dividersi i ruoli in modo collaborativo e di svolgere al meglio le proprie funzioni per aiutare il collega che ha in carico il paziente”, riferisce Elisa.

Elisa, infine, ha voluto porre ’accento sul’importanza del’evento per la gente comune: “la simulazione è stata un’occasione importante anche per fare formazione ai non addetti ai lavori, ossia per divulgare ’esistenza di una patologia frequente in gravidanza come ’ipertensione”.