Stress e incertezza, la nuova quotidianità in campus con il Covid-19: «Contro l’ansia rispettare le regole e dosare impegno e riposo»

Medical Sciences Ottobre 10, 2020

Dubbi e timore, fatica e regole da rispettare, stress e senso di ansia. Il nuovo modo di vivere la quotidianità trasformata dall’emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus Sars-Cov-2 riguarda tutti. Anche la vita del campus è cambiata per studenti, docenti e personale al rientro dopo il lungo periodo di lockdown e lezioni a distanza.

«Lo stress da rientro in aula è da mettere in conto in una fase di grande incertezza», spiega il Professor Giampaolo Perna, docente di Psichiatria di 鶹ýAV߿ University. «Il campus ha la caratteristica di favorire il contatto umano. In questa epoca storica, però, viviamo tutti una maggiore diffidenza che ostacola quel senso di familiarità e appartenenza. Stare in un luogo chiuso per tutto il giorno, in questo momento, può creare disagio».

Studenti, professori e personale stanno affrontando il rientro in presenza. Con quali difficoltà?

L’incertezza e l’impossibilità di prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi provocano un senso precarietà e ansia che tocca tutti, e quindi anche chi rientra in campus. Dobbiamo mettere in conto che un po’ di paura accompagni la vita di studenti, insegnanti e personale amministrativo.

Quali sono le conseguenze nella quotidianità degli studenti?

Paura e disagio sicuramente interferiscono con l’attenzione. Se uno studente è distratto dall’ambiente, dalla necessità di valutare la propria sicurezza, la sua attenzione cala. La conseguenza è una fatica molto maggiore dovuta alla tensione. Il secondo rischio è non riuscire a cogliere bene i concetti spiegati, ne consegue un’interferenza sulla trasmissione del sapere.

Cosa cambia per i docenti e nello svolgimento delle lezioni?

Il passaggio dalle lezioni in videoconferenza a quelle dal vivo da un lato aumenta il senso di contatto e relazione, dall’altro può provocare disagio. Portare la mascherina può falsare la comunicazione, che è fatta anche di sguardi e gesti. Il docente può percepire un maggiore senso di fatica.

Quali sono i rischi per la salute mentale a medio e lungo termine?

Quello che oggi stiamo affrontando è un innalzamento prolungato dei livelli di stress. A lungo termine questo può portare a un aumento di vari disturbi sul versante ansioso e dell’umore. Uno studio di Hunimed sulla popolazione generale dimostra che il disagio sulla salute mentale è aumentato durante la pandemia. Al momento è in corso la seconda fase, è possibile partecipare al’indagine.

Cosa si può fare per ridurre lo stress ed evitare malessere e disagio?

La prima strategia è ridurre il rischio creando coscienza e rispettando le regole. Se qualcuno non porta la mascherina o si comporta in modo irresponsabile, si crea timore e mancanza di sfiducia. Per questo bisogna rispettare le norme con attenzione, in modo da aumentare il livello di comfort. Un’altra buona strategia per rompere la tensione è fare più pause, anche brevi, tra una lezione e l’altra. Fare movimento fisico, passeggiare all’aperto per qualche minuto. In questo senso gli ampi spazi esterni del campus aiutano.

È necessario organizzare in modo diverso le giornate e il lavoro?

Non bisogna permettere allo stress di colpirci con continuità, perché questo riduce la capacità di resistenza del corpo umano e della mente. Dobbiamo dosare con pazienza anche le fasi di riposo e di svago. Studiare e lavorare senza sosta in questa fase può essere dannoso. Ricordiamoci che stiamo correndo una maratona, che durerà diversi mesi: ogni tanto bisogna rallentare e gestire bene le energie. Siamo tutti in allerta, la mancanza di adeguate fasi di recupero può sfiancare le persone.