Il magnesio è un sale minerale essenziale per il nostro organismo, tanto che la sua carenza può contribuire al’insorgenza di una vasta gamma di disturbi, da quelli cardiaci a quelli vascolari o respiratori.
Pertanto, quando il suo fabbisogno non viene soddisfatto con ’alimentazione, occorre reintegrarlo con integratori o nutraceutici, specifici per ogni tipologia di problema.
Di questo oligoelemento e del suo fondamentale ruolo per il nostro benessere ne ha parlato la dottoressa Laura Carabelli, dietologa e nutrizionista di 鶹ýAV߿ Medical Care.
Il magnesio e le sue funzioni
“Il magnesio èco-fattoredi oltre300 enzimied è uno dei sali minerali più presenti nel’organismo. Il nostro corpo ne contiene circa 20-28 grammi, di cui il 60% è concentrato nelle ossa, il 39% nei tessuti molli, ’1% nel sangue”, spiega la dottoressa Carabelli.
Il magnesio è responsabile di molti processi al’interno del’organismo: esso contribuisce alla trasmissione degli impulsi muscolari e nervosi, alla produzione di energia del glucosio, alla costituzione dello scheletro, al metabolismo di grassi e insulina, alla sintesi delle proteine e, di conseguenza, può avere un ruolo risolutivo in molte situazioni.
In particolare, vi ricorrono le donne soggette a sindrome pre-mestruale (sofferenza fisica a ridosso del ciclo), quelle che si avvicinano alla menopausa, gli sportivi che sudano molto e si sentono spossati, i lavoratori che accusano spesso mal di testa dopo una giornata particolarmente stressante, chi è reduce dal’influenza ecc.
I sintomi da insufficienza di magnesio
Quando il magnesio è presente in misura insufficiente o il corpo ne consuma troppo, si possono presentare vari tipi disintomi, sottolinea ’esperta.
“Affaticamento mentale, scarsa lucidità, nervosismo, calo del tono del’umore, crampi. Ma anche tremori alle palpebre, gastrite, stitichezza, mal di testa e dolori premestruali sono i campanelli d’allarme più comuni”.
Le cause di carenza di magnesio e i soggetti più a rischio
I dati scientifici dicono che circa il 70% degli occidentali ha carenza di questo fondamentale sale minerale. Le cause sono diverse: abuso di alcol, assunzione cronica difarmaci (in particolare gli inibitori di pompa protonica oppure i diuretici),patologie o problematiche intestinali (come la diarrea protratta), o più semplicemente unascarsa assunzione di alimenti ricchi in magnesio.
“Disturbi digestivi, malattie gastroenteriche o infiammatorie croniche intestinali, come ilmorbo di Crohn, possono limitare ’assimilazione del magnesio nel’organismo, così come può farlo ’abuso di alcolici o ’utilizzo di farmaci, ad esempio i diuretici”, precisa la dottoressa.
“Possono andare incontro a una carenza di magnesio – prosegue Carabelli – anche ledonne in gravidanza, gliatleti professionistio lepersone stressate.Il motivo è chene consumano di più o ne hanno un fabbisogno maggiore. Viste le sue molteplici funzioni, si può pensare a una carenza anche quando ci sono problemi dicontratture muscolari, con comparsa di crampi o tensioni cervicali, oppurelombalgie.Campanello d’allarme anche unasindrome ansioso-depressiva, conastenia, nervosismo e disturbi del sonno. Sono tipici di alcuni particolari periodi della vita, come la menopausa”.
Gli alimenti fonti di magnesio
In un soggetto adulto, il fabbisogno mediodi magnesio è di200-240 milligrammi al giorno.
Ne sono ricchi soprattutto glialimenti di origine vegetale, come cereali integrali, legumi, cioccolato fondente, frutta, frutta secca e verdure a foglia verde (ad esempio spinaci e broccoli), mentrepiccole quantità se ne trovano nellecarnibianche, come pollo, tacchino e pesce, spiega la nutrizionista. Ilcerealeche ne contienedi piùè lacrusca di frumento, seguita da frutta secca e legumi (mandorle dolci, anacardi, arachidi, nocciole e fagioli).
“È importante ricordare – avverte ’esperta – che lefonti vegetali possono interagirecon ’assorbimento del magnesio eridurne leggermente la biodisponibilitàa causa del loro contenuto diossalatie fitati, due anti-nutrienti che limitano ’assimilazione dei sali minerali. Ciò non significa che cereali e legumi non vadano preferiti come fonti primarie di magnesio. Anzi. Come detto,ne contengono quantità maggioririspetto a carni e pesci, quindi anche se la biodisponibilità può essere ridotta,il magnesio assunto rimane comunque adeguato”.
Anche ’acqua può esserefontedi magnesio; in commercio sono disponibili le cosiddetteacque funzionali arricchite di sali minerali.
Gli integratori: va scelto quello giusto
Quando ’alimentazione non è sufficiente a coprire il fabbisogno di questo sale minerale, si può ricorrere agli integratori, che devono essere sempre e comunque prescritti dal medico (in base alla tipologia di paziente e alla problematica che presenta), in quanto ogni preparato ne contiene quantità differenti e presenta un diverso grado di assorbimento da parte del’organismo.
In commercio, infatti, si trovano integratori di magnesio complessato, non puro: il magnesio citrato e lattato, sono due varietà di magnesio organico più assimilabili (perché più solubili) rispetto a quelle inorganiche, come il magnesio ossido o cloruro.
I “nutraceutici” per un’azione preventiva o terapeutica
Recenti studi scientifici hanno dimostrato gli effetti benefici del’integrazione di magnesio in vari disturbi. Si è visto che assumere questo minerale per via oraleper almenosei mesipuòmigliorare la funzione dei vasi sanguigni e, di conseguenza, proteggere il cuore.
Inoltre, sono stati riscontrati effetti positivi nel trattamento delladispepsia e della stipsi.
Si può far ricorso, poi, ai cosiddetti nutraceutici (una via di mezzo tra integratori e farmaci) in cui il magnesio è in abbinamentoad altre sostanze, comeerbe o vitamine. Essi vengono prescritti per trattare particolarmente i disturbi ansiosi e depressivi, ’insonnia, la stanchezza cronica e per un’azione preventiva sul declino cognitivo.

