«La medicina moderna ci pone davanti a grandi opportunità per i pazienti con malattie del sangue, frutto della ricerca genomica e di importanti avanzamenti tecnologici, come i progressi nella conoscenza dei meccanismi biologici di predisposizione ereditaria». Così il Prof. Matteo Della Porta, docente di Ematologia di 鶹ýAV߿ University, commenta un’importante novità introdotta da 鶹ýAV߿ per la diagnosi della predisposizione genetica alla leucemia, che rappresenta anche una sfida per gli studenti che si preparano a diventare i medici di domani. Si tratta di un ambulatorio multidisciplinare, primo centro italiano per lo studio della predisposizione genetica alle leucemie acute e croniche. Un luogo dove genetisti, ematologi, biologi molecolari e dermatologi lavorano fianco a fianco per la cura dei pazienti e la valutazione del rischio dei loro familiari.
Il laboratorio sfrutterà le ultime conoscenze emerse nel campo degli studi sul DNA. Numerose evidenze scientifiche registrate negli ultimi 5 anni hanno dimostrato che mutazioni geniche ereditarie, presenti dalla nascita, si riscontrano fino al 10-15% dei casi nei pazienti con leucemia. Questo riguarda soprattutto soggetti giovani, di età inferiore ai 50 anni.
La nuova frontiera della prevenzione della malattia nei soggetti potenzialmente più a rischio rappresenta anche un’opportunità di apprendimento per gli studenti universitari di oggi, che saranno i professionisti sanitari di domani. «La sfida per i medici di nuova generazione è potersi interfacciare con questi nuovi strumenti a supporto del percorso di diagnosi e cura, con solide competenze tecnologiche oltre che cliniche», sottolinea Della Porta. «Il compito del’Università oggi, è quello di favorire una formazione ad ampio spettro e al passo con i requisiti di conoscenza tecnologica necessari oggi per praticare una medicina innovativa».
Il percorso previsto parte da un incontro informativo sul test da effettuare e sulle possibili implicazioni dei risultati rispetto alla terapia per la leucemia. Quindi viene eseguito l’esame, in modo totalmente non invasivo, su un campione di sangue venoso e contemporaneamente su cellule della cute. Grazie alle tecniche di sequenziamento del DNA di nuova generazione (Next Generation Sequencing, NGS) vengono quindi studiate le mutazioni a carico di 106 geni noti per essere implicati nella predisposizione ereditaria alle leucemie. Dopo 8 settimane, il paziente viene convocato per un secondo colloquio, per discutere con gli specialisti, ematologo e genetista, i risultati del test e le implicazioni. In prospettiva, si tratta di uno studio cruciale per lo sviluppo di strategie e programmi di prevenzione.

