Filosofia e Medicina alla ricerca della meraviglia: il dialogo tra Massimo Cacciari e Alberto Mantovani

Eventi â—�Gennaio 31, 2025

Che cos’è la ricerca della meraviglia? Ed è possibile provare meraviglia nella ricerca scientifica?

Con questa domanda si è aperto l’incontro tra Massimo Cacciari, filosofo e professore emerito di Università Vita-Salute San Raffaele, e Alberto Mantovani, ricercatore e professore emerito di Âé¶¹´«Ã½AVÔÚÏß¿´ University, avvenuto giovedì 30 gennaio presso l’Auditorium di Âé¶¹´«Ã½AVÔÚÏß¿´ University. Un dialogo dal titolo “Filosofia e Medicina alla ricerca della meraviglia”, per esplorare il profondo legame che unisce filosofia e medicina e ricerca scientifica.

“Temi solo apparentemente distanti�, come ha ricordato Cacciari nel suo intervento di apertura, “perché filosofia e scienza (episteme) sono sinonimi per la filosofia classica�, ricorda Cacciari citando i pensieri di Platone e Aristotele.

“Tutti gli uomini tendono, per natura, al sapere-vedere (±ð¾±»åé²Ô²¹¾±): per questo amiamo, tra tutti i sensi, proprio la vistaâ€�. Secondo Aristotele: “gli uomini cominciano ora e sempre a filosofare – cioè ad amare il sapere – proprio a causa della loro capacità di provare meraviglia. Senza questa disposizione a sapere e a meravigliarsi, spinti dall’avvertire la nostra “ignoranzaâ€� in termini angosciosi, come potrebbe avvenire la nostra ricerca?â€� si domanda Cacciari.

Un tema aperto, che lega la riflessione dei filosofi classici a quella dei moderni scienziati. “I risultati della scienza vengono spesso spacciati come assoluti, ma il dubbio è alla base di della scienza�, gli fa eco Alberto Mantovani. “Nel nostro lavoro di ricercatori c’è una «meraviglia dell’inatteso», come quando abbiamo scoperto che le cellule del sistema immunitario vengono riprogrammate dai tumori e possono agire come «poliziotti corrotti». Scoperte che contraddicono i paradigmi conosciuti e che generano nello scienziato un senso di stupore�.

Ma esiste anche la «meraviglia dell’atteso», continua Mantovani, “come quella di vedere una scoperta che abbiamo atteso vent’anni e che finalmente è arrivata�. E infine c’è una terza dimensione: “La meraviglia di vedere un giovane che fa ricerca, che avrà un impatto che tu non hai avuto. Una sensazione che si accompagna alla meraviglia nelle domande degli studenti, che è sempre qualcosa di straordinario�.